Stupisce l’ultima mozione presentata dal PDL per la realizzazione di una Cittadella dello Sport in località Chiaruccia (zona Tre Ponti). Forse non si sono accorti che a Fano c’è già ed è l’impianto sportivo della Trave: pista ciclistica, pista d’atletica, palestra. Non sarebbe meglio potenziare l’esistente, con coperture migliori, tribune a norma (ricordiamo che quella presente non ha passato il collaudo), migliori attrezzature, un’accessibilità più leggera (piste ciclabili) e una viabilità più snella e sicura? Non sarebbe meglio sfruttare la futura fidejussione della piscina che non si realizzerà per questi interventi? Poi resterebbe il nodo della nuova piscina e della palestra. Come già proposto dalla nostra lista, sarebbe opportuno creare un polo unitario tra queste due realtà proprio sfruttando gli spazi della vecchia palestra trave e area limitrofa. Così il cerchio si chiuderebbe: avremmo creato, con meno soldi rispetto a una cittadella completamente nuova, un nuovo polo sportivo fanese. Riducendo anche l’impatto ambientale: niente ruspe e nuovi capannoni a Chiaruccia. In effetti è ancor più strano che nella mozione si prospetti un nuovo palazzetto dello sport e una nuova piscina. Da parte di quel PDL che sbandierava fino a pochi giorni fa, il grande risultato di aver ottenuto un palazzetto polivalente nella zona ex zuccherificio, per mascherare la “svendita d’uso” dell’area a favore di Madonna Ponte. Il palazzetto promesso non basta più per le esigenze sportive di Fano? E la piscina, visto che c’erano, non potevano richiederla proprio nella zona dell’ex zuccherificio? Valli a capire quelli del PDL, poche ne fanno (o cercano di fare), mille ne pensano.
CITTADELLA DELLO SPORT? C’E’ GIA’!
| settembre 3rd, 2010 |
CONSIGLIO TRIBUTARIO, ci siamo o no?
| settembre 2nd, 2010 |
L’articolo 18 del Decreto Legge del 31 maggio 2010, n. 78, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”prevede che anche il Comune di Fano debba istituire il Consiglio Tributario, il cui Regolamento doveva essere adottato dal Consiglio comunale entro la fine del mese di agosto (a Fano siamo già in ritardo e, quindi, sarà interessante ascoltare la risposta all’interrogazione fatta dal PD su questa materia).
Obiettivo della legge è quello di partecipare all’attività di accertamento fiscale e contributiva, consistente, tra l’altro, nella segnalazione all’Agenzia delle Entrate, alla Guardia di finanza e all’Inps di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi. Lo Stato riconoscerà ai Comuni una quota pari al 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo.
Vista la disposizione adottata dal Governo per compensare, seppur in minima parte, i consistenti tagli previsti per gli enti locali, crediamo che sia necessario che il Comune di Fano si attivi immediatamente, onde evitare di arrecare un ulteriore danno alle proprie casse e soprattutto alle casse dei cittadini. Ma senza ripetere gli errori e le lacune che si sono riscontrati in altri Comuni, dove i Consigli tributari già esistono. Perché, finora, la natura di questi organismi non è tecnica, bensì politica e i regolamenti che presiedono alla loro istituzione indicano esplicitamente l’esclusione di persone che svolgano attività tecnica in materia fiscale, definendone la composizione in proporzione alle formazioni politiche rappresentate in Consiglio Comunale. Insomma, si tratta di un ente lottizzato, controllato come una “partecipata” dalla stessa maggioranza politica che amministra il Comune. E’ facile immaginare che, se le cose dovessero realizzarsi così anche a Fano, diventerebbe l’ennesimo quanto inutile carrozzone. Nomine partitiche affidate ai “soliti noti”, magari politici “trombati” o ai famigerati “amici degli amici”. E tutti riceverebbero compensi e gettoni di presenza.
Quindi spingeremo affinché il Consiglio tributario sia composto da tecnici qualificati che possano portare un vero valore aggiunto alla lotta dell’evasione fiscale e a un più equo prelievo tributario dei cittadini fanesi. Di lavoro ce ne sarà da fare, basti ricordare che l’amministrazione comunale ha rapporti con i maggiori settori economici che, purtroppo, in questi mesi hanno conosciuto numerosi interventi della magistratura e della Guardia di Finanza. Operare affinché la trasparenza e la chiarezza nella gestione dei patrimoni e dei capitali siano sempre più garantite, sarà un punto a favore del nostro Comune.
DOPO LE FERIE, 2000 DISOCCUPATI A FANO
| agosto 30th, 2010 |
Molti si chiedono: quante aziende riapriranno i battenti dopo le ferie estive? In attesa di tale risposta proviamo a definire la situazione della “disoccupazione” a Fano, intervistando un’operatrice del Job di Fano, il centro per l’impiego provinciale. Il quadro che ne risulta è davvero allarmante. Ma sono interessanti anche le analisi sulle cause di questo fenomeno e le sensazioni umane che trapelano dall’esperienza dell’operatrice.
<< 2000 disoccupati a Fano nell’ultimo semestre, chi lavora in un job se ne rende conto a causa della grande quantità di persone e di progetti provinciali atti a rimettere in gioco, con delle politiche opportune, coloro che fuoriescono dai bacini del lavoro. Ma intanto siamo presi dalle cose della vita che veloci ci portano via senza darci il tempo di pensare. E così ti passa tutto sotto il naso, senza che ci si accorga di quel foglietto….si, quello che quel signore stringe nelle sue mani mentre cammina lento, con un’andatura che non è di chi va al lavoro… ma nemmeno di chi è in vacanza. Quel foglietto è della Caritas. Sopra c’è scritto il giorno e l’ora nella quale lui potrà andare a prendere “con diritto” alcuni alimenti.
Quel signore ha lavorato tanto, facendo sacrifici e trasferendosi per tutta l’Italia, da un cantiere a un altro e se provi ad ascoltare, ti racconta con occhi lucidi di quando le persone con cui ha lavorato hanno apprezzato il suo lavoro, di quando ha ricevuto elogi per le sue capacità, di quando lo chiamavano per lavori “difficili” perché si fidavano solo di lui…. Tutto quello che faceva lo faceva con passione, aveva un’arte nelle mani e ora stringe solo quel foglietto. Il suo tempo è scaduto. Troppo vecchio per la crisi, a 56 anni non ti prende più nessuno. Fanno parte di questa categoria i “nuovi” disoccupati (21% del totale), coloro che sono usciti dal mercato perché l’azienda nella quale hanno lavorato per 20 anni o 30, ha chiuso o magari, impotente di fronte all’incubo del prossimo fallimento, li ha licenziati. Queste persone non sanno cosa sia la ricerca del lavoro, spesso sono incapaci di fare un curriculum perché non ne hanno mai fatto uno in vita loro, “prima non ce n’era bisogno”, ti senti dire quando glielo proponi in un job center. Le persone sopra i 50 anni sono moltissime, hanno grande professionalità, maturata nel tempo, spesso sono specializzati in cose che si sono tramandati da una generazione e non c’è nessuno che possa sostituire questo tipo di esperienza senza prima dover imparare per anni lo stesso mestiere e i suoi segreti. Ma noi vediamo queste persone sentirsi umiliate di fronte al rifiuto di aziende che pensano che conviene di più assumere un apprendista, lo si paga di meno e poi il contratto è a tempo determinato. Così non sono costrette ad assumerlo dopo. Possono prendere un altro apprendista. E di questo passo è nata una nuova categoria di “temporaneamente” disoccupati (17% del totale), “ragazzi” di 35, 40 anni che sono stati per tanto tempo già vittime del precariato emerso prepotentemente con l’avvento della “legge trenta”, che ha favorito le aziende permettendo loro di assumere a tempo determinato con tante tipologie di contratto dietro le quali era una sola la frase che si celava: “sei ricattabile, farai come dico io”. Queste persone non riescono a impostare la loro vita in modo da creare un futuro nella società stessa, perché non possono mantenersi autonomamente.. Una società che non ha valori etici, che produce solo persone che pensano al guadagno individuale, non ha possibilità di sviluppo e di crescita. In una società come questa, una persona con un fogliettino in mano… non viene nemmeno notata. La sua andatura lenta non viene compresa. Il suo diritto viene calpestato. E una società che non difende i diritti dei singoli, ha tradito il suo stesso motivo di essere.>>
S. FRANCESCO ALL’ABBANDONO
| agosto 27th, 2010 |
Eravamo tanto felici… l’anno scorso, al momento dell’inaugurazione della chiesa di San Francesco, con concerto annesso e inviti per le più alte autorità, data 18 aprile 2009. Poi solo silenzio assordante. Ad oggi basta passare davanti al bellissimo spiazzo di questa chiesa a cielo aperto per vedere come tutto sia in abbandono. Un vero peccato. Perché questo gioiello, che dopo tanti anni era di nuovo agibile grazie a lavori di lunghi mesi, non è stato minimamente sfruttato per visite e concerti in questo 2010. Eppure l’ex assessore ai lavori pubblici aveva affermato che era stato svolto “Un intervento di consolidamento strutturale, soprattutto sulla parete destra della chiesa che renderà possibile il suo utilizzo, seppure con alcuni accorgimenti” (intervista rilasciata il 18 aprile 2009). In effetti un palcoscenico del genere potrebbe ispirare qualsiasi buon assessore alla cultura o al turismo nel realizzare spettacoli che diano lustro a tutta la città. Invece, erbacce e inattività sono diventate le regine di questo bellissimo spazio. Chiediamo a chi di dovere: come mai non c’è una progettualità che possa dare valore a simili potenzialità di Fano? O ci sono ancora problemi tecnico-strutturali che devono essere affrontati, visto che si paventava, appena dopo l’inaugurazione, un secondo intervento di ristrutturazione? E se questo fosse il problema, perché non è stato fatto ancora nulla? Qualcuno ci dia una risposta, credibile.
ACQUE POCO CHIARE PER LA NUOVA PISCINA
| agosto 24th, 2010 |
In questi giorni, dopo la provocatoria inaugurazione della piscina della Trave da parte della lista Fano a cinque stelle, molti rappresentanti politici sono intervenuti (anche a sproposito) per analizzare la situazione e proporre varie soluzioni. Prima, però, occorre aver ben chiaro quali siano le condizioni di partenza, per poi esaminare i possibili suggerimenti. Per questo abbiamo letto con attenzione la Convenzione tra il Comune e la Polo Impianti, che ha vinto il bando.
Innanzi tutto sfatiamo l’opinione che il progetto non è remunerativo per la Polo: avrebbe potuto tranquillamente non partecipare al bando se le condizioni non le erano favorevoli, per lo meno nel periodo dell’emissione della gara.
Secondo punto: la Polo, visto l’articolo 8 della convenzione, doveva consegnare il progetto definitivo e quello esecutivo entro il 30 settembre 2009 ed il Comune approvarlo entra trenta giorni. Poi sarebbero dovuti partire i lavori. Perché questo non è stato fatto, visto che dai giornali si evince che entro settembre 2010 deve essere analizzato ancora il progetto definitivo?
Inoltre per inadempienza, la Polo dovrebbe già pagare delle penali per ogni giorno di ritardo dalla consegna del progetto esecutivo (art. 41): ciò sta avvenendo?
Dalle ultime notizie sembra che il Comune stia valutando la possibilità di allungare il periodo di gestione della Polo dopo la costruzione (da 15 a 20 anni): da qui deriverebbe una maggiore possibilità di entrate per la gestione stessa, mentre il canone totale di 2 milioni e 850 mila euro che il Comune pagherebbe in 15 anni rimane invariato (art. 5). Inoltre il Comune ha l’onere della manutenzione ordinaria e straordinaria e della pulizia della struttura (art. 15).
Insomma si sta cercando in tutti modi di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: da una parte si cerca di dare maggiori margini di guadagno alla Polo, dall’altra il Comune cerca di non interrompere il rapporto contrattuale, altrimenti tutto dovrebbe ricominciare da capo. In più il Comune ha l’arma della Fideiussione di ben 590.000 euro, che già potrebbe incassare. Infatti, come da contratto all’art. 42, sono già passati i 90 giorni di attesa successivi alla scadenza sia per la consegna dei progetti che per l’inizio dei lavori.
A questo punto non restano che due soluzioni: allungare il periodo di gestione per la Polo e definire una data certa per l’inizio dei lavori. Altrimenti si deve ricorrere alla fideiussione (non vorremmo che il Comune se ne dimenticasse, o cerchi altre soluzioni per evitare ciò): si incassano i soldi ma occorre ripartire con un altro bando. Ecco allora che si prospetta la seconda soluzione: attraverso un nuovo progetto più appetibile anche economicamente, si potrebbe preparare un bando per la realizzazione di una piscina e una palestra, in un unico nuovo complesso. La locazione potrebbe essere quella della vecchia palestra Trave, utilizzando anche gli spazi limitrofi all’abbandono. In questo modo, da una parte si attenua l’impatto ambientale e si salvaguarda il bellissimo panorama della zona, tanto apprezzato dai cittadini. Dall’altra si crea un nuovo polo sportivo di forte attrazione che grazie ad una gestione proficua, anche sfruttando bar, ristorazione, piccolo centro benessere (come già anche nell’attuale contratto), renda economicamente favorevole la realizzazione della struttura. Non mancheremo di seguire l’evoluzione della vicenda e di proporre eventuali mozioni a riguardo.
TRASPARENZA EX ZUCCHERIFICIO: indagine ispettiva
| agosto 17th, 2010 |
Fra alcune settimane verrà discussa in consiglio comunale la variante sull’ex zuccherificio. Come è noto, un’agenzia immobiliare ha già messo in vendita futuri uffici nell’area in questione. Ma dalle licenze rilasciate e dal piano regolatore la tipologia di costruzioni realizzate doveva essere di tipo “industriale”, che poco si confà a quella direzionale. Inoltre alcuni esponenti politici, a cui è stato permesso di vedere i capannoni realizzati, hanno avanzato dubbi sulle misure delle strutture, più idonee al commerciale-direzionale, che all’industriale.
Per fugare ogni dubbio e rendere trasparente e oggettiva la discussione in consiglio comunale, chiediamo agli organi competenti di effettuare un sopralluogo e di analizzare, con perizia di dati, la tipologia di costruzioni attualmente in essere nella suddetta area, ovvero se tali costruzioni sono in linea con le autorizzazioni rilasciate dall’Amministrazione Comunale di Fano. Appena ricevuto copia dell’ispezione non mancheremo di darne debita divulgazione agli altri consiglieri comunali.
Hadar Omiccioli (F5S)
Francesco Torriani (PD)

