A MIA INSAPUTA… PISCINA A FANO

dinisalvalai-460x284Non terminano mai di cadere le tegole sull’attività della Dini Salvalai. Ma questa volta il fatto si tinge di una certa ironia, con l’assessore allo sport che scarica le responsabilità sulla commissione tecnica comunale riguardo al ricorso vinto al TAR da parte di una società partecipante al bando per la gestione della piscina. Antognozzi dice, ancora più gravemente, che già da tempo aveva sollevato dubbi sul procedimento dell’assegnazione. Ma non ha fatto nulla. Non chiediamo certo che un assessore intervenga per dare una valutazione all’interno di un bando, ma che se ne assuma la responsabilità politica. Deve essere garante non del giudizio tecnico ma della regolarità del giudizio. Come non intervenire quando, ad oggi, il TAR contesta inequivocabilmente sotto il profilo del difetto di motivazione e della disparità di trattamento, l’assegnazione del punteggio con particolare riferimento all’espletamento del servizio di segreteria e di pulizia giornaliera dell’impianto? Ecco i punti fondamentali su cui si basa il giudizio del  TAR: chi ha vinto ha presentato, riguardo all’ambito sopra riportato, un progetto di sole 3 pagine con indicazioni generiche, mentre il ricorrente ha consegnato un progetto di 150 pagine, molto più dettagliato e articolato, con copertura maggiore dei servizi. Può un assessore accusare solo la commissione tecnica giudicatrice di tale mancanza, senza che sia già intervenuto a monte in modo netto e chiaro? Anche solo per fermare il procedimento, in attesa di più chiari e giustificati criteri di valutazione o di una consulenza tecnica a riguardo.

A questo punto Antognozzi non potrà dire che tutto è avvenuto “a sua insaputa” e per colpa del Dirigente suo sottoposto.

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