AL CARNEVALE SERVE UN RILANCIO VERO, NON LE VETRINE DEI SOLITI POLITICI

Sicuramente, dal punto di vista comunicativo, gli unici a guadagnarci da questo dietrofront sul biglietto sono stati quei consiglieri regionali che finora hanno fatto poco o niente per il nostro territorio e così ora assurgono almeno al ruolo di salvatori del Carnevale. A perderci è ovviamente il Carnevale stesso, i cui potenziali visitatori sono, a dir poco, disorientati. 

Tuttavia, alla luce delle circostanze, forse in fondo è stato meglio così. L’introduzione del biglietto avrebbe avuto senso solo se si fosse colta l’occasione per ripensare profondamente l’impianto del Carnevale, da grande sagra di paese a manifestazione culturale di spessore, secondo le indicazioni di una mozione da noi presentata, rielaborata trasversalmente e poi approvata all’unanimità in consiglio, ormai quasi due anni fa. Invece ci sembra che, nella visione degli organizzatori, il biglietto sarebbe servito solo come extrema ratio per mantenere a livelli decorosi l’impostazione attuale, tanto da potervi rinunciare grazie alla somma in più versata dalla Regione. Probabilmente ci si è resi conto che chiedere 10 euro per assistere più o meno allo stesso spettacolo visto gratis negli anni scorsi, sarebbe stato controproducente. Se migliaia di persone pagano prezzi anche più importanti pur di partecipare ad altri carnevali storici, su tutti quello di Viareggio, noi avremmo dovuto offrire un prodotto in grado di fronteggiare la concorrenza, ma evidentemente questa volontà non c’è o non ci sono state le capacità. 

Infatti, tralasciando igraditissimo investimento di uno sponsor (il Pesce Azzurro), l’unica vera novità annunciata per la prossima edizione consiste nel carro dedicato a Rossini: una scelta politica che ha solo creato ulteriori malumori e divisioni tra gli operatori per la differenza di trattamento e che rappresenta a nostro avviso la cartina di tornasole sia del drammatico vuoto di progettualità, sia della rinuncia all’indipendenza artistica dei carristi, in favore della svendita della tradizione carnevalesca al miglior offerente, pur di racimolare qualche soldo. Invece questa edizione, con maggiori contributi pubblici e il biglietto a pagamento già annunciato, avrebbe dovuto sancire la rinascita di un Carnevale valorizzato e potenziato, degno di segnare un cambio di passo per la nostra città e il turismo. Evidentemente le pressioni di quei politici che anche pubblicamente avevano criticato la scelta della Carnevalesca sono state determinanti oppure è mancato il coraggio agli organizzatori, che si sono tirati indietro appena possibile. 

Ora aspettiamo di vedere i contenuti dell’edizione 2019 per verificare se in quell’occasione si introdurrà davvero il biglietto in vista di un reale rilancio della manifestazione fanese più anticaoppure se ancora una volta si inseguiranno le pulsioni di certa politicache in vista delle imminenti elezioni comunali spingerà per la scelta più demagogica: continuare sulla falsariga degli ultimi anni, tarpando così le ali ad una risorsa inestimabile che ci ostiniamo a non voler valorizzare appieno dal punto di vista culturale e turistico.”

Marta Ruggeri

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