COMUNICAZIONE IN CAMPAGNA ELETTORALE

Attanagliati dall’imbarazzo di essere stati colti con le mani nella marmellata anche questa volta, per quanto riguarda le probabili violazioni del divieto di comunicazione istituzionale in campagna elettorale, gli esponenti dell’accozzaglia di centro-sinistra-destra “Fare Città” si esercitano in una disperatissima ironia, tirando in ballo persino Virginia Raggi, ma conservando almeno il buon gusto di tener fuori il Presidente Mattarella e Papa Francesco.

Il pudore avrebbe consigliato quantomeno di tacere visto che, mentre la maggioranza tentava invano di suscitare ilarità (anche involontaria), l’Amministrazione Comunale si è adoperata per cancellare o correggere i comunicati e i post da noi segnalati al Corecom, e ha pure ricevuto un richiamo da parte del Prefetto affinché la presentazione del Piano Strategico si svolga senza le autocelebrazioni di Sindaco e Giunta, ma secondo le prescrizioni di legge.

Sì, perché quelle che noi abbiamo segnalato agli organi competenti sono presunte violazioni di legge, non fissazioni ossessive di grillini fanatici, e stupisce che tra le firme del comunicato figuri anche quella di Sinistra Unita, di cui sarebbe teoricamente espressione l’Assessore alla cosiddetta “Legalità”, il quale per l’ennesima volta dimostra con quanta ipocrisia detenga tale delega.

Nonostante la loro condotta imprudente abbia già portato l’Agcom a sanzionare il Comune tre anni fa, i partiti di maggioranza danno ancora prova di non aver capito nulla della disciplina relativa alla comunicazione in periodo elettorale, cercando penosamente di alludere al fatto che anche noi tre consiglieri staremmo violando i divieti in vigore, e scagionando gli Amministratori che avrebbero trasgredito le norme “a loro insaputa”. Ovviamente non è così: come indicato molto chiaramente dal dettato legislativo, e ulteriormente specificato da circolari ministeriali, è vietata solo l’attività comunicativa delle pubbliche amministrazioni, non dei singoli titolari di cariche politiche, a meno che questi non utilizzino personale, mezzi e risorse degli enti pubblici. Ci chiediamo: è materialmente possibile servirsi dell’ufficio stampa del Comune “a propria insaputa”?

Insomma, oltre a sfoggiare il proprio disprezzo per la legge (e per l’intelligenza dei cittadini), la maggioranza dimostra ancora una volta un’abissale incompetenza. Forse sarebbe il caso di studiare di più, e magari di rispettare le leggi, soprattutto quando ci si ritrova tra le mani la responsabilità di amministrare una città: i cittadini vogliono questo, non il triste cabaret dei professionisti nell’arte di arrampicarsi sugli specchi.

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