CONFLITTI DI CARNEVALE

Il Carnevale: pupi, divertimento e cioccolate. Ma è tutto così idilliaco? Girano veramente tanti soldi tra contributi comunali, regionali e sponsor. Se il Comune spende 150 mila euro per il Carnevale, riteniamo debba farlo in assoluta trasparenza e merito. Abbiamo fatto un’indagine su alcune questione che agli occhi della gente possono sfuggire.

Spinaci, il presidente dell’Ente Manifestazioni, è anche proprietario dell’Ar Fun Animasion. La stessa che ha organizzato la festa “Bambini e Carnevale” al Palaeventi Pesce Azzurro. E la stessa che ha curato, negli anni passati, l’animazione per il corso e lungo viale Gramsci durante il Carnevale. Una coincidenza decisamente inopportuna che potrebbe sfociare in un potenziale conflitto d’interessi, visto che il presidente dell’ente manifestazioni dovrebbe essere rigorosamente super partes, di modo da garantire a tutte le associazioni o società le medesime possibilità e il medesimo spazio. Altro capitolo: l’Ente Carnevalesca passa il contributo del Comune (circa 30 mila euro gli anni passati, quest’anno è stato il Comune stesso a gestirlo) ad una agenzia di promozione per la comunicazione, ricerca ospiti e vari allestimenti. Praticamente dal 2005 ad oggi l’agenzia è sempre stata la stessa, a parte la parentesi di Media’s Project del 2011. Ha cambiato nome e ragione sociale per ben tre volte, ma mai la sede (sempre la stessa): Anteprima Promotion, Voice Communication, Motiva comunicazione. Ma il maggior interprete (e per due di queste anche titolare) è sempre lo stesso. Tant’è che l’ultima agenzia, costituitasi il 15/7/2011, non si capisce come mai, presenta nel suo curriculum le campagne di comunicazione della Fano dei Cesari dal 2005 e del Carnevale sempre dal 2005! Ma cambiare così spesso ragione sociale è sintomo di affidabilità, professionalità e continuità aziendale tali da giustificare l’assegnazione di un conferimento dietro l’altro?  E allora perché pervicacemente insistere in questo affidamento? Per quale motivo a Fano apparentemente lavorano sempre gli stessi? Forse sarebbe meglio fare una selezione pubblica delle potenziali agenzie che insistono sul territorio. Ce ne sono tante e tutte di alto profilo professionale. Perché non scegliere quelle che offrano i servizi migliori a prezzi migliori. Ad oggi,  per importi sotto una certa soglia (fino a 40 mila euro), può avvenire l’affidamento diretto. Ma sembrerebbe che l’Ente Carnevalesca, che solitamente gestisce la quota per la promozione, non debba sottostare a questo limite, visto che lo scorso anno la quota affidata alla Media’s Project è stata di 55 mila euro. Noi proponiamo, invece, una procedura comparativa pubblica, alla luce del sole, in piena trasparenza e merito. Ne guadagnerebbe lo spettacolo e il contribuente, cioè noi!

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