CONTRIBUTI PER LIBRI SCUOLA? PER ORA NON CE NE SONO

E’ notizia recente che Spacca e la sua scalcinata maggioranza di centro sinistra, non sapendo che pesci pigliare per far tornare i conti, hanno brandito le forbici, chiuso gli occhi e preso a dar tagli a destra e a manca.  A farne le spese saranno come sempre i cittadini.  A quanto pare sotto la mannaia dei tagli c’è finito un po’ di tutto, compresi i contributi regionali per l’acquisto dei libri scolastici, che per la sola città di Fano hanno subito riduzioni complessive per ben 100.000 euro! Certo, il contributo originario parte dallo Stato, ma il messaggio è chiaro: le famiglie in difficoltà s’arrangino perché di dargli una mano a mandare i figli a scuola, loro non ci pensano neanche. E pazienza se la Costituzione, il buon senso e i cittadini la vedono diversamente. Ma se lo Stato e la Regione ci escono male, il Comune di Fano ci esce anche peggio. Perché trovandosi con una riduzione dei trasferimenti per quei capitoli di spesa, invece di recuperare fondi dalle tante spese improduttive di modo da dare un po’ di sollievo ai tanti cittadini che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, il Comune ha fatto finta di niente, si è voltato dall’altra parte sperando che nessuno se ne accorgesse. Peccato che ce ne siamo accorti, e prima di noi l’hanno fatto i tanti cittadini, nella maggior parte dei casi cassaintegrati o disoccupati, che hanno chiamato in Comune e si sono sentiti rispondere di attendere, perché per il prossimo anno scolastico il fondo, per ora, non c’è. Senza farla troppo lunga visto che il caso è tragico, chiediamo alla Regione di recuperare le risorse (rivalendosi sullo Stato o tagliando capitoli improduttivi), mentre da Aguzzi esigiamo che tiri fuori la testa dalla sabbia e si  occupi della vicenda con la massima urgenza. Se non ha i soldi per ripristinare quel capitolo di spesa, lasci a casa i consiglieri di amministrazione di Aset holding e di Aset spa e mandi qualcuno dei sui tanti assessori a trovarsi un’altra attività. Purtroppo non c’è tanto da aggiungere, quando si specula sul diritto all’istruzione si taglia il futuro dei nostri figli. In un paese in cui il 22% dei bambini è a forte rischio povertà ed esclusione sociale, soltanto a degli incoscienti  verrebbero in mente simili azioni.

About Hadar O.