DISASTRO SCOLMATORI: Le chiacchiere stanno a zero.

“Tutto sta funzionando come prima”

Questo afferma il presidente di Aset Avv.to Paolo Reginelli, ed è vero! Come si fa a dargli torto. Esattamente come prima, la balneazione a Fano è vietata a giorni alterni. Evidentemente la coda di paglia inizia a bruciare. In effetti a gennaio Reginelli e Fanesi annunciavano ai quattro venti che l’impianto sarebbe entrato in funzione entro primaverae che la Sassonia avrebbe avuto finalmente l’acqua pulita.

Invece ricordiamo bene che non più di 3 settimane fa comparve in superficie, nelle acque del mare di Sassonia, il “budello” che dallo scolmatore avrebbe dovuto portare le acque sporche al largo, al di là della scogliera.

Ed ecco spuntare la prima toppa (peggiore del buco): il presidente di Aset afferma che il tubo era emerso solo perché i lavori non erano stati ancora consegnati, e la mareggiata che aveva provocato il guaio era accaduta prima del collaudo dell’impianto. Pura sfortuna, tanto che, in tutta fretta, il giorno successivo, Reginelli convocava la stampa e annunciava che il problema era stato prontamente risolto ed il ” budello ” riposizionato sott’acqua.

Poi la seconda “toppa”: il 19 luglio, sempre a mezzo stampa, il presidente ammette che gli ancoraggi utilizzati per tenere il tubo sul fondo marino non erano efficaci, e quindi dovranno essere sostituiti con altri in cemento armato. Ma il problema non era stato già risolto? Si va avanti a tentativi?

Terza “toppa”: per ultimo, rispondendo alle nostre legittime osservazioni in merito al ritardo nella consegna dell’opera,Reginelli accampa la scusa del ritrovamento dell’ordigno bellico e dell’allaccio alla rete elettrica delle pompe, non ricordando che, appena 2 giorni prima, aveva fatto intendere che il progetto era sbagliato, dichiarando che per porre rimedio hanno dovuto in tutta fretta ordinare dei nuovi ancoraggi su misura per il tubo, che richiederebbero 40 giorni di tempo per la consegna. Se per progettare e costruire i nuovi ancoraggi occorre questo tempo, tutto fa supporre che il ritardo accumulato, ed il conseguente danno alla stagione balneare fanese, sia dovuto soprattutto ad una progettazione dell’opera quantomeno approssimativa, e ad una carenza di controllo da parte del committente Aset spa.

Sbagliare può succedere, ma bisognerebbe avere l’umiltà di ammetterlo, evitando di accampate le scuse più disparate per giustificare le evidenti responsabilità proprie. Se invece Reginelli ritiene che l’Aset abbia operato con la dovuta diligenza, ci dica Lui stesso di chi è la colpa di questo pasticcio. Forse dell’appaltatore CPL Concordia? La stessa ditta che si era distinta nel finanziamento dell’ultima campagna elettorale del sindaco Seri e del Partito democratico?

Lista Civica MOVIMENTO CINQUE STELLE FANO – movimento5stelle.it

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Giovanni Fontana

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