DRAGAGGIO DI EMERGENZA NON SI FARA’

Purtroppo le nostre preoccupazioni si sono avverate: dopo i mirabolanti annunci sulla tecnica del desorbimento per pulire i fanghi del porto e dragarlo, fino a settembre, se tutto andrà bene, non se ne farà nulla. Neppure il dragaggio parziale di emergenza.

Partiamo da questo ultimo aspetto, che se non fosse così importante sembrerebbe una comica. La Cucuzza annuncia che il dragaggio parziale verrà effettuato entro giugno. Ci sono gli accordi con Marina Group per stoccare i fanghi in un’area di sua proprietà. Peccato che la stessa Marina Group smentisce le affermazioni della Cucuzza. Non solo, pochi giorni fa Aguzzi, sugli schermi di Fano Tv, annuncia che il dragaggio con stoccaggio in porto non si può fare, poiché i fanghi vanno messi in casse di colmata o in discarica (con costi altissimi) e l’unica zona del porto disponibile sarebbe stata proprio quella appena liberata da vecchi fanghi. Ma questa zona serve a Marina Group per costruire nuovi capannoni. Risultato? I rischi per entrare e uscire dallo scalo fanese rimarranno tali fino a settembre, se va bene. Il tutto a scapito dei turisti che con le loro barche vorrebbero entrare nel porto ma non possono e di tutti i pescatori professionisti della nostra marineria.

Eppure le soluzioni, proposte anche da varie associazioni di pescatori sono state avanzate. Ma nulla, si va avanti con il progetto del desorbimento. E a proposito di tale tecnica , che consiste in una specie di cottura dei fanghi per bruciare gli inquinanti presenti, occorre dire che non è mai stata realizzata in Italia. Saremmo dei pionieri, ma con molte incognite. La prima fra tutte: i fumi emessi dal processo sono del tutto sicuri? Il sindaco dice che ci sarà l’Arpam a vigilare. Noi ce lo auguriamo vivamente, visto che uno dei massimi esperti in Italia dell’Università Politecnica di Milano in  Ingegneria Idraulica e Ambientale, ci scrive “Nel caso di sedimenti marini si hanno comunque problemi dovuti all’elevata umidità del materiale, che deve quindi essere preventivamente disidratato (fino ad umidità non superiore al 30-35%), alla presenza di una componente fine che aggrava il problema del trattamento delle emissioni”.

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