FANO DEI … CESARONI

Come una tragicommedia all’italiana, una specie di fiction al ribasso, si è conclusa questa Fano dei Cesari. Un dato su tutti: se si ricercavano su internet il programma e le info sulla manifestazione, veniva segnalato fino a lunedì, il giorno dopo l’inizio, il sito ufficiale, ma aggiornato all’anno scorso! Per non parlare dell’assurda concomitanza di sabato tra Notte Bianca pesarese, quella di Senigallia e serata finale della nostra manifestazione romana.

Perché questa sciatteria nell’affrontare questa manifestazione, questa incompetenza così palese? Certo il livello promozionale e contenutistico della Fano dei Cesari non è stato mai ai massimi livelli. Siamo passati dalle gite fuori porta, a Londra,  di Mirco Carloni per racimolare qualche turista straniero dalla terra anglosassone, al nulla più assoluto in fatto di promozione. Siamo passati dalla finta corsa delle bighe al tiro alla fune dell’ultima manifestazione. Magari il prossimo anno organizzeranno “un due tre stella” alla romana!

Mentre a nord e a sud le città limitrofe rafforzano o confermano i loro progetti turistici-culturali di respiro nazionale e internazionale, da noi il trend è in spaventoso calo. A tutto ciò ha contribuito anche l’inopportuno (per tempistica e per efficienza) cambio di deleghe tra assessori. Per esempio la Cucuzza si è ritrovata sul groppone una stagione estiva turistica embrionale, senza idee e prospettive concrete. Certo, non poteva in una settimana stravolgere e dare qualità al tutto. Comprensibile. Peccato che sia stato lo stesso Sindaco a non capirlo, operando questo valzer di deleghe.

Cosa fare allora? Ci batteremo affinché nel prossimo mandato elettorale gli assessori siano delle persone libere e competenti, che capiscano delle cose su cui stanno lavorando e trovino, nello specifico della problematica affrontata, la quadra per rilanciare il turismo dall’inizio alla fine del suo ciclo di sviluppo. La Fano dei Cesari non va eliminata. Il valore aggregativo tra i cittadini è fortissimo e anche il livello culturale degli studiosi locali intervenuti, così come alcuni eventi del tipo “Roma: singolare femminile”, sono apprezzabilissimi. Occorre dare però un senso compiuto alla manifestazione con nomi importanti per la valorizzazione culturale e spettacolare dell’evento. Non pensiamo di riattivare la corsa delle bighe, ma di creare una sinergia con tutte le realtà economiche della città e importanti partner nazionali, sotto la guida di gente esperta. Un investimento sul merito e sulle competenze. E sull’amore per la nostra città.

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