GOMMONI A MAROTTA

PONTESASSO  MALTAGli antichi romani erano soliti dire “mentre Roma discute, Sagunto brucia”. Parafrasandoli e occupandoci dei casi attuali e locali, oggi potremmo dire “mentre la giunta fanese si trastulla, Marotta affoga”. Affoga al punto da pretendere la secessione. E d’altronde è difficile dargli torto, perché i cittadini fanesi che vivono a sud del Metauro sanno benissimo, da anni, che i politicanti nostrani si ricordano di loro solo per qualche giorno ogni cinque anni, casualmente, appena prima delle elezioni. E’ notizia di qualche settimana fa che svariati assessori della Tua Fano sono scesi dai rispettivi scranni e, travestitesi da attivisti qualunque, si sono messi a distribuire volantini anti secessione davanti a un centro commerciale. Nel farlo, ovviamente, non si son scordati di chiamare la stampa, così da poter sorridere a favore di telecamera. Peccato che quando da quelle parti c’è  stato davvero bisogno d’aiuto, loro erano impegnati da un’altra parte. Da anni, infatti, ogni volta che piove appena più del normale, intere zone di Marotta di Fano finiscono letteralmente sott’acqua, e decine e decine di cittadini sono costretti ad armarsi di secchi e ramazze per liberare cantine e garage da acque più o meno putride. E questo per non parlare di campi, strade e sottopassi che si trasformano in autentiche paludi, così che da quelle parti s’inizia a pensare che a conti fatti un gommone sia più utile di un’automobile. Alle molte lamentele dei cittadini della zona la politica ha finora fatto spallucce, blaterando qualche pallida scusa, mentre la situazione di anno in anno non fa altro che peggiorare. Ragione per la quale abbiamo deciso di presentare un’interrogazione in Consiglio Comunale affinché ai cittadini venga finalmente detta la verità in merito a quali siano le cause di tale degrado e quali le soluzioni. Alla Giunta fanese vorremmo invece ricordare che, piuttosto di preoccuparsi dell’esito della scissione di Marotta da Fano, dovrebbe impegnarsi nel risolvere i problemi della gente. Ma, purtroppo, a questo proposito non vale più neppure la pena di sprecare il fiato.

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