I FANESI E L’ACQUA POCO TRASPARENTE…

E’ ufficiale. Dal consiglio comunale del 28 aprile si apprende che il Comune si sta organizzando per la privatizzazione della gestione dell’acqua e La Tua Fano, in veste dell’assessore Severi, è d’accordo. Ma delle profonde incongruenze nascono dall’esposizione dell’assessore stesso. Egli afferma che, seguendo la nuova legge, con la cessione del 40% delle quote ai privati, la gestione rimarrà ancora pubblica, grazie al 60% in mano al Comune. Subito dopo, si affretta a dire che si augura che il referendum sull’acqua pubblica, che vuole abolire la legge a cui sta facendo riferimento, abbia successo. Emergono da ciò lacune conoscitive e incoerenza. Le prime: con il 40%, i privati non staranno certo a guardare, visto che vorranno guadagnarci! E che potere avranno i cittadini quando vedranno aumentarsi le quote sulla bolletta a favore del profitto del privato? Oltretutto a capo del consiglio di amministrazione della nuova società mista, siederà un referente dei privati. E’ solo la nostra “deviata” immaginazione pensare che avrà una certa influenza sulle decisioni? NO, perché è anche dimostrato dall’esperienza che c’è stata fino ad ora nei comuni dove i privati sono entrati: bollette più alte, servizi identici a prima o più scadenti.

Proprio da queste basi nasce la raccolta delle firme per indire il REFERENDUM che vorrebbe rendere di nuovo completamente pubblica la gestione dell’acqua. In primo luogo perché è moralmente ed eticamente inaccettabile che un bene che serve alla sopravvivenza dell’uomo possa essere gestito in modo che qualcuno possa specularci sopra, in secondo luogo per tutte le contraddizioni che questo sistema comporta, infatti Severi non si è chiesto una cosa molto importante (ed ecco le incoerenze): se la nuova legge è così innocua come ci vuol far credere, come mai è nato un comitato per far abolire questa legge? Ma soprattutto: visto che si augura che il referendum abbia successo, come mai La Tua Fano, al contrario di Bene Comune, Fano a cinque stelle, Sinistra Unita e tante altre associazioni, non organizza i banchetti sui quali, in questi giorni, si stanno raccogliendo le firme per il referendum stesso? Forse che La Tua Fano non sia più vicina ai cittadini? In molti comuni è in atto una lotta di logoramento contro la legge sulla privatizzazione: cambiamenti di statuto comunali, studio di forme disincentivanti per l’entrata dei privati, promozione della raccolta firme per i referendum abrogativi. L’amministrazione pubblica dovrebbe o no essere dalla parte dei cittadini? Dal Consiglio Comunale del 28 aprile sembrerebbe di no! Intanto centinaia di fanesi stanno firmando le petizioni per i referendum, dovendo pensare a difendersi da soli! A buon intenditore, poche parole.

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