I raggi non possono ridursi ad uno

Siamo contrari all’ipotesi di Ospedale Unico fra Fano e Pesaro. La nostra città ha un bacino di utenza di 140.000 abitanti che anche col parametro prevedibile per il futuro di 2,5 posti/letto per acuti ogni 1000 abitanti, giustifica e permette la presenza di un nosocomio di 300 posti pienamente compatibile con le dimensioni ottimali di un moderno ospedale che la letteratura scientifica e Umberto Veronesi, ispiratore del modello “hub & spoke” proposto dal dr. Ruta, è posta fra i 250 e i 400 posti-letto. Quindi Fano con la vallata del Metauro e quella del Cesano ha i numeri per garantire il mantenimento del S. Croce.

Un unico ospedale per le due città vicine di costa tradisce la morfologia della nostra Regione, che fa sì che ogni città costiera si relazioni più al suo entroterra che con quella prossima sul mare. Il progetto di città metropolitana è antimoderno, non è più tempo di concentrazioni urbane, ma di reti che possono efficacemente connettere i mille borghi delle nostre Marche. La città metropolitana Fano-Pesaro è innaturale e premierebbe solo forse la voglia di rivalsa verso Ancona di alcuni politici locali e rischia di accendere una cementificazione disastrosa sui territori “vergini” compresi fra le due città. Nell’attuale economia sempre più deindustrializzata, il paesaggio, la bellezza del territorio è una risorsa da non sciupare perchè attira una residenzialità qualificata, che è quello che può servire anche a farci uscire dalla crisi.  L’errore del sito a Fosso Sejore è che invece di rendere l’ospedale più accessibile all’entroterra lo si allontana, spostandolo non verso gli assi viari periferici alle due città, ma ponendolo ancor più vicino alla costa marina, in un vallone chiuso, aperto solo verso il mare. E’ paradossale se visto con occhi lucidi.

Noi riconosciamo ad Ancona il ruolo che gli spetta di centro ospedaliero di grande dimensione connesso con l’Università e quindi polo didattico e di ricerca medica e come tale anche sede delle alte specialità. Non è il caso di rivaleggiare  in una regione di 1 milione e mezzo di abitanti con essa, sognando con il progetto di città metropolitana di usurparle il ruolo. Se Ancona è l’Hub, il mozzo, gli spoke, i raggi nella nostra provincia non possono ridursi ad uno. Lo dice la conformazione del nostro territorio, la storia, le identità.

Noi richiediamo con forza l’attuazione del processo di integrazione funzionale fra i due ospedali e non vogliamo che il progetto di nuovo nosocomio camuffi e nasconda i ritardi, le inconcludenze, le penalizzazioni del nostro S. Croce rispetto a tale obiettivo. Prima di pensare ad un abito nuovo, vogliamo sia verificata una nuova e migliore organizzazione dei servizi sanitari nella nostra provincia.

Per questo siamo completamente contrari al contenuto dell’ordine del giorno proposto in questo consiglio comunale congiunto.

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