Il Racconto (a metà) della Città

Il “racconto della città” è stato solo uno show con cui il Sindaco ha dato inizio alla sua campagna elettorale per le prossime amministrative, molto probabilmente a spese dei cittadini, cosa che vogliamo verificare con un accesso agli atti inoltrato ieri.
Nel suo monologo, davanti ad una giunta annuente e silente, così come il pubblico che non ha potuto interloquire con il primo cittadino, Seri elenca quelli che considera i suoi successi, omettendo però alcuni particolari che, se considerati, cambierebbero il senso della narrazione.
Sui servizi sociali, Seri omette di ricordare che è stato il Movimento 5 Stelle a denunciare alla pubblica opinione il caos degli affidamenti irregolari nell’Ambito Territoriale Sociale da parte di una dirigenza appena confermata senza critiche dallo stesso Sindaco, che non ha neanche risposto alle richieste di aiuto e supporto più volte avanzate, costringendo l’amministrazione comunale ad intervenire solo tardivamente. Sempre a proposito di servizi sociali, Seri non spiega che in cambio della nuova piscina il Comune rinuncerà al diritto d’uso (previsto fino al 2039) della casa di riposo Don Tonucci, che sarà ceduta ad un fondo privato con sicuro aumento dei costi di soggiorno a carico degli assistiti.
Sui fondi europei, Seri evita di raccontare come si è giunti alla partecipazione al bando dal quale è arrivata la maggior parte dei fondi, ovvero grazie al lavoro professionale, gratuito e disinteressato, della nostra consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Roberta Ansuini, quando già l’amministrazione comunale si accingeva a rinunciare a parteciparvi per mancanza di un progetto formalizzato.
Sul dragaggio del porto, il Sindaco omette di precisare che quello effettuato a settembre del 2015, di cui si prende il merito, in realtà è derivato dall’applicazione delle procedure amministrative suggerite dal Movimento 5 Stelle, nell’interpellanza presentata in consiglio comunale nel marzo dello stesso anno, per l’immersione a mare dei sedimenti non inquinati, quando lo stesso Seri in un primo momento, non essendo bene informato, aveva dichiarato che le norme regionali non lo avrebbero consentito. Per non parlare del dragaggio delle darsene interne, già promesso per lo scorso anno, ripromesso per novembre e non ancora in vista.
Sulla sanità, agli annunci in merito alla permanenza del Santa Croce come ospedale, non corrispondono gli atti ufficiali della Regione Marche, ovvero l’Ente che ha il potere di decidere. Anzi, contrariamente a quanto favoleggiato da Seri, lo studio di fattibilità in cui è prevista la svendita del nosocomio fanese per finanziare l’ospedale unico è stato predisposto nel luglio 2014, durante il suo mandato, e non è mai stato sconfessato. A livello ufficiale, infatti, l’unico mirabolante “risultato” ottenuto dal Sindaco riguarda la localizzazione della nuova struttura: non più Fosso Sejore ma Muraglia. Vista la fine che hanno fatto gli ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro, prima di fare vane promesse elettorali su un argomento così delicato, sarebbe bene che Seri pretendesse impegni concreti da parte di Ceriscioli. Rimane tuttavia fuori discussione che, qualora il governatore sancisse formalmente il mantenimento del Santa Croce, seppur ridotto al lumicino, il merito andrebbe tutto all’infaticabile impegno dei sindaci riuniti nel Patto di Piagge e di chi porta avanti queste rivendicazioni da sempre.
Insomma, la propaganda del sindaco ha avuto inizio il 28 Gennaio in Sala Verdi, sancendo la sua candidatura per le prossime elezioni 2019. Sarà nostra premura sgonfiarla pezzo a pezzo da qui in avanti ogni volta che le sue parole, secondo noi, nasconderanno “tranelli” per conoscere la realtà dei fatti.

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