LA GATTA FRETTOLOSA FA I GATTINI CIECHI

Come volevasi dimostrare: perché tutta questa fretta nel privatizzare il 40% della azioni Aset spa per la gestione dei rifiuti? C’erano in ballo ancora i ricorsi alla Corte Costituzionale e il non-insediamento e formazione dell’ATA provinciale, che avrebbe dovuto affidare i servizi stessi. Eppure, come un mulo a testa bassa, il Sindaco e la giunta hanno votato il 18 luglio la delibera che apriva la strada alla privatizzazione di Aset spa, facendo già l’occhiolino a MarcheMultiservizi. Nella quale a Pesaro, il privato, pur avendo una quota minoritaria, decide metodi e strumenti per la raccolta differenziata, ma decide, nei fatti, anche di non  far abbassare la tariffa per i cittadini!  Questo poiché il privato deve comunque guadagnare, anche all’interno di un servizio pubblico. Ora, il 20 luglio 2012, due giorni dopo la delibera fanese, la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

A questo punto non può che sbarrare la strada anche alla decisione del Consiglio comunale di Fano. Ne siamo felici e chiediamo ad Aguzzi di ritirare subito la delibera per aprire la strada a una gestione completamente pubblica, in ambito provinciale, di acqua e rifiuti. Se Aguzzi ci avesse ascoltato, ora non saremmo qui ad affannarci per correre ai ripari.

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