La Tua Fano piange su se stessa!

Adesso anche La Tua Fano si lamenta che per colpa degli “altri” (comitati, Liste, Partiti di opposizione, associazioni di categoria) la nostra città non sta facendo “fatti” ma solo “parole”. Curioso questo atteggiamento: vorrei ricordare che al governo di Fano c’è proprio la lista del nostro sindaco. Come è possibile che un manipolo di “ambientalisti e forze politiche della sinistra estrema” (i soliti stereotipi, non ricordandosi che “Fano a cinque stelle” è  una lista civica, non appartenente né alla destra  né alla sinistra), così sparuto e misero, riesca a bloccare una giunta che si è beccata il 62 %? Se i progetti delle Terme e della variante dell’ex-zuccherificio sono tanto importanti e non modificabili, come vogliono farci capire, allora cosa hanno aspettato per andare avanti decisi e senza tentennamenti, visto che la barra del timone decisionale spetta a loro? Hanno una maggioranza fortissima, lo dimostra la decisione di riproporre i Baci al Carnevale: per cose così “importanti” hanno ostentato  una coesione e una rapidità decisionale eccezionali. Se una città non compie opere o non progredisce, certo la colpa non può essere della minoranza!

Oltretutto il progetto delle Terme di Carignano è stato rimodulato dalla Sovraintendenza e non a causa degli ambientalisti e estremisti di sinistra, come asserisce la Tua Fano. E se veramente ai privati interessa la riqualificazione dell’area termale (come anche a tutti i cittadini fanesi, tra cui noi), dovrebbero essere felici delle indicazioni della Sovraintendenza che rimodula rispettando le peculiarità paesaggistiche del territorio. Invece no: è, quindi, palese come gli appetiti dei privati siano rivolti piuttosto al residenziale e al commerciale, stralciati dalla Sovraintendenza.

Infine la variante dell’ex zuccherificio non può dare slancio all’economia locale, quando la gente non ha più soldi per fare la spesa. E questo lo sa anche la Tua Fano. Ecco perché l’iter sta singhiozzando. Questo dimostra ancor di più come l’insistere su un progetto inefficace sia alimentato dal perseguimento solo di “interessi” dei privati (La “Madonna Ponte”, che chiede la variante) senza pensare minimamente agli interessi collettivi. Ad oggi serve un rilancio del comparto produttivo, ma in modo innovativo: nuovi prodotti nel campo industriale verso forme di green economy. Coinvolgendo le Università, la Provincia e la Regione assieme alle industrie che si vogliono mettere in gioco. Quando la rete distributiva è in forte crisi, occorre puntare sul comparto produttivo innovativo, valorizzando il territorio e le sue peculiarità. Una legge di mercato semplice e lineare. Ma a quelli della Tua Fano la lancetta del tempo è rimasta indietro di parecchi decenni.

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