Mozione di sfiducia – CUCUZZA IN SILENZIO

E l’assessore non prese la parola. Così potrebbe riassumersi la discussione della mozione di sfiducia dell’assessore Cucuzza, riguardo ai contributi pensionistici recepiti durante il suo attuale mandato.

Eppure, anche se il regolamento non lo contempli, tutti si aspettavano una sua smentita dei crudi fatti riportati nella mozione. Niente di tutto questo. Solo una difesa sterile della maggioranza, che non sapendo che pesci pigliare, l’ha buttata, come si dice, in “caciara”. Chi ci ha accusato della solita antipolitica, chi di protagonismo mediatico, chi di offendere una madre e donna con quattro figli, chi di voler associare questi fatti locali con gli scandali nazionali recenti. Peccato che qua a Fano siamo completamente su un altro piano. Lo diciamo anche noi: non vogliamo allestire un tribunale giudiziario. Spetterà ad altri se mai. Vogliamo solamente sapere dai consiglieri comunali e dal Sindaco se il comportamento etico-politico (queste parole hanno ancora un valore?) della Cucuzza è stato consono al suo ruolo istituzionale di fronte ai cittadini. Nessuno ci ha risposto in merito. Nessuno ha chiarito se una personalità politica può permettersi, pur sapendo di diventare assessore (conferenza stampa di presentazione ufficiale della giunta in data 12 giugno 2009), di firmare un contratto con un’azienda quattro giorni dopo (il 16 giugno 2009) e dopo sei giorni, appena nominata assessore (23 giugno 2009), di andare in aspettativa, usufruendo, secondo legge, di contributi previdenziali pagati dal Comune (cioè da noi cittadini) per 10.150 euro all’anno. E’ eticamente corretto agganciare in questo modo la legge di tutela dei lavoratori sopracitata? E’ rispettoso di fronte a tutti quei cittadini che hanno perso un lavoro o di chi non riuscirà a raggiungere una pensione dignitosa? Noi una risposta ce l’abbiamo. Ed è stato il motivo di questa mozione prettamente politica presentata in consiglio. Ma neanche il PD ha le idee chiare. Come Ponzio Pilato si è astenuto nella votazione, sospendendo il giudizio sulla questione etico-politica e  demandando la valutazione su un presunto piano giudiziario, affidandosi a un futuro esposto alla Corte dei Conti. I “diversamente concordi” del Pd si riempiono la bocca di rinnovamento, buona politica e tante altre belle cose, ma alla prova dei fatti si dimostrano come gli altri. Questo partito come può candidarsi ad essere l’alternativa valida alla guida della città? Alla fin fine questa brutta pagina politica diviene un’occasione persa da parte di tutti per far capire ai cittadini quale spirito etico guida l’amministrazione pubblica della città.

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