NUOVA LEGGE, NUOVO INGANNO: PER OGNI CONSIGLIERE REGIONALE… AUMENTA IL PRIVILEGIO!

Ancora una volta i nostri politici regionali cambiano le carte in tavola per far credere di realizzare un gran risparmio per le casse della Regione, a fronte di grandi sacrifici per le loro tasche.  Ma non è così. Analizzando la nuova legge, approvata lo scorso 11 dicembre 2012 , sul trattamento indennitario dei consiglieri regionali, ci accorgiamo che per tutti loro il trattamento è aumentato! Infatti per quelli senza altre funzioni, sommando l’indennità di carica con la diaria e il rimborso chilometrico, l’emolumento diviene di ben 11.100 euro. Al disopra del livello della precedente indennità. Per tutti gli altri, con in più altre funzioni, si arriva a 13.800 euro. Alcune migliaia di euro sempre al disopra del precedente livello. Unico rappresentante della giunta che ci rimette è il Presidente della Regione che lascia per strada la bellezza di 200 euro al mese (!!). Ma vengono abbondantemente recuperati dal  Presidente del Consiglio regionale che si prende 800 euro in più al mese. Vero è che, per legge nazionale, hanno diminuito il numero di consiglieri ed hanno eliminato alcuni privilegi quali l’utilizzo del telepass  o il pagamento del parcheggio. Ma la questione è un’altra: perché ancora oggi essere eletti equivale a una vincita al lotto, mantenendo tutti i privilegi economici della casta?

Inoltre, esaminando ancor meglio la legge approvata, notiamo che, meraviglie delle meraviglie, dal 2015 cesseranno alcune trattenute obbligatorie. Ciò significa che i consiglieri regionali di turno troveranno maggior liquidità nelle proprie tasche.

E tutto questo dopo aver bocciato, sempre l’11 dicembre 2012, la nostra legge di iniziativa popolare presentata da migliaia di cittadini marchigiani. Nella quale si prevedeva un’indennità minore e soprattutto di spostare il vitalizio per gli ex consiglieri regionali al compimento del 65esimo anno di età, invece del 60esimo. Si sarebbe raggiunto un notevole risparmio per le casse della Regione. Non dimentichiamo che per tutti i cittadini italiani la riforma fatta dai tecnici, e votata dai politici, ha portato l’età della pensione ben oltre i 65 anni. Ma quando andremo a votare alle prossime elezioni, gli stessi cittadini se ne ricorderanno. Soprattutto di come la volontà popolare venga resa carta straccia e di come i politici reputino la loro condizione diversa dai normali cittadini che li hanno votati.

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