PARCO DELL’AEROPORTO: DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Nel pregevole intento di realizzare finalmente il parco dell’aeroporto, dopo tanti discorsi alle feste del parco del 2 giugno ed altrettante promesse, questa amministrazione comunale è partita con il piede sbagliato e, con tutta probabilità, si dovrà ricominciare daccapo.

Si perché l’amministrazione, dopo aver escluso le opposizioni dal tavolo tecnico in cui si sono decise le procedure e dopo un concorso di idee dal quale sono stati esclusi un gran numero di partecipanti a causa di banali formalità, ha visto bene di assegnare l’incarico della realizzazione del parco dell’aeroporto ad una società che ha previsto nel progetto una bella zona umida proprio a ridosso della pista di volo, con dei piacevoli laghetti idonei ad attirare ed ospitare volatili di ogni genere, graziosi da osservare per gli avventori del parco ma non proprio il massimo per la sicurezza del volo degli aeromobili.

Eravamo curiosi di vedere quanto ci avrebbero messo l’amministrazione comunale ed il Sindaco Massimo Seri, che tanto frequenta l’aeroporto per anniversari e conferenze stampa elargendo generosi contributi per eventi e ricorrenze, a rendersi conto che le normative che regolano l’esercizio degli aeroporti vietano zone umide e specchi d’acqua nelle vicinanze (vedi circolare ENAC APT-01B del 23.12.2011, oltre a regolamento ENAC per la costruzione ed esercizio degli aeroporti).

Ma la variazione di bilancio approvata martedì in consiglio comunale, che stanzia ulteriori 30.000 Euro in aggiunta ai 120.000 Euro di spesa già stanziati per il 2018 per realizzare il primo lotto dei lavori del parco urbano dell’aeroporto lavori, aggiunge alla “gaffe” degli errori nel progetto vincitore del concorso di idee il rischio concreto di altro spreco di denaro pubblico. Non abbiamo potuto esimerci pertanto di far notare in consiglio comunale che forse era imprudente spendere denari pubblici per fare lavori sulla base di un progetto sbagliato, ma il messaggio sembra non sia stato percepito.

Ci auguriamo che ora si faccia una doverosa riflessione su come andare avanti per la valorizzazione di questo importante polmone verde cittadino senza incorrere in violazione di norme e regolamenti, e che chi ha gestito questa imbarazzante vicenda prenda atto degli errori commessi e si assuma la responsabilità del tempo e del denaro perso.

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