PDL SOTTO RICATTO… SI ACCONTENTA DELLE BRICIOLE

Emblematica la tragicommedia che si sta consumando sopra la testa dei fanesi sulla questione ex zuccherificio. Aguzzi, forte del fatto che con la sua lista potrebbe ribaltare la guida della città alleandosi con il PD, fa il bello e il cattivo tempo, a scapito del PDL, sulle decisioni da prendere. A conferma di questa aria tesa, basta ricordarsi le possibili dimissioni di Aguzzi annunciate qualche mese fa (scambiate per un pesce d’aprile, ma concrete come le urla che si sono sentite nei corridoi comunali tra lo stesso sindaco e i rappresentanti del Popolo delle Libertà). Da parte sua il PDL, consapevole della forza di Aguzzi, invece di avere un moto di orgoglio e battere sulle istanze fin dall’inizio sostenute, si accuccia come un cagnolino bagnato e si accontenta delle briciole che cadono dal tavolo che conta: la trattativa tra Aguzzi e Madonna Ponte.

Per verificare questa situazione basta ripercorrere il trend delle richieste del PDL in questi mesi.

All’inizio si chiedeva un grande palazzetto dello sport (da 3000 posti per attività sportive, culturali e turismo) e strutture ricettive per i giovani e l’associazionismo della città. Assieme a un ripensamento decisivo sul commerciale. Poi si è passati ad accettare due case coloniche ristrutturate e la riqualificazione di una zona verde, con annesso un anfiteatro all’aperto per spettacoli. Oggi, al posto delle case coloniche e dell’anfiteatro, un  nuova costruzione coperta nella zona verde (come se non  bastasse il cemento che c’è già) da 1.000 posti per sole attività sportive. Insomma gira e rigira, il palazzetto polivalente da 3000 posti e i servizi per l’associazionismo non ci sono, il commerciale verrà ridotto, ma mantenuto ad alta superficie (24.600 metri quadri, cui bisogna togliere 3000 metri quadri fra Tribunale e Archivio di Stato e giudice di pace. Si parla, sì, di una superficie di vendita pari a 10.000 metri quadri, ma non si dice se tutto il resto saranno magazzini e spazi espositivi). In pratica non si sono risolti i nodi fondamentali della questione: la zona non crea sviluppo, produttività e rilancio per la città.

Questo perché? Patto di stabilità ed esigenza del Comune di vendere un terreno vicino da 5 milioni che può stimolare l’interesse di Madonna Ponte. I grandi costruttori fanesi ancora una volta decidono tempi e modi delle previsioni urbanistiche della città. Chi potrebbe opporsi all’interno della maggioranza non ha la forza necessaria. E chi ci rimette, comunque sia, è sempre e solo la città.

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