PISCINA, PALASPORT E AMABILI RESTI

piscina-comunalePartiamo dall’inizio. Qualche tempo fa, come un fulmine a ciel sereno, la Fondazione Carifano nella persona del suo presidente ing. Fabio Tombari (sì, proprio quel Tombari che fa parte della società Madonna Ponte, proprietaria dell’area dell’ex-zuccherificio) ha creduto di aver piazzato il colpo vincente. Ha cioè tirato fuori dal cilindro una possibile realizzazione di un fantomatico e indispensabile palasport, in zona Chiaruccia. Poi, viste le perplessità, per usare un eufemismo, che si sono venute a creare, ha di nuovo incentrato la sua attenzione sulla realizzazione della piscina comunale. Ma la piscina, non doveva essere costruita con il project financing da un’associazione temporanea di impresa dentro la quale c’è la derelitta Polo Costruzioni, con tanto di contratto? E il palasport? Una volta non ci hanno, forse, raccontato che doveva essere nelle opere compensative del comparto ex-zuccherificio? La Fondazione Carifano sembra venire sempre in soccorso della Polo Costruzioni e la giunta comunale, mamma dolcissima, va in soccorso di entrambi. Le precedenti domande sono ovviamente retoriche, adesso la Polo non può assolutamente mettersi dentro una bega come quella della piscina, vista la sua traballante  situazione finanziaria. E allora, visto l’empasse che si è sollevato ormai da anni, ecco stagliarsi all’orizzonte la possibilità di aggrapparsi all’articolo 159 del codice degli appalti, che permette, in speciali occasioni, di ottenere un subentro nel contratto per la realizzazione dall’agognata piscina. Ciò a dire, via la povera e sfortunata a sua insaputa Polo, dentro “qualcun altro” srl, snc, ecc. per godersi gli amabili resti. Basta che la fidejussione da 600 mila euro che il Comune dovrebbe escutere per la mancata realizzazione e per lo sforamento dei tempi di costruzione, rimanga saldamente al suo posto, cioè nelle mani della Polo. Chi vivrà vedrà…..

About Hadar O.