SE IL TURISMO E LA CULTURA NON VANNO A BRACCETTO

Può permettersi il Comune di Fano di spendere 35 mila euro in una manifestazione culturale-musicale senza avere un riscontro di presenze da fuori città e Regione e senza un ritorno economico per la ricettività? Per Mancinelli è possibile. E lo ha fatto con “La lunga estate degli anni 60”. Un giocattolino che ha visto la presenza di alcune centinaia di persone ai concerti al Lido e qualche decina agli incontri culturali. Un flop, in piena stagione estiva, di proporzioni enormi.

Eppure qualche settimana prima, proprio il Comune di Fano si era lasciato sfuggire un festival, nato proprio a Fano, che sta riscuotendo un successo mondiale sia per il livello dei gruppi, sia per la provenienza del pubblico: Il Moonlight Festival, festival incentrato sulla musica non convenzionale, quella elettronica e sul fenomeno sonoro legato anni ’80. Musica dal vivo, con dj, conferenze, presentazioni di libri ed opere, incontri con musicisti e giornalisti. Un evento sicuramente di alto livello culturale. E non solo: la terza edizione, traslocata a Rimini a causa del rifiuto, dopo due anni di sostegno, da parte di Fano, ha registrato complessivamente un afflusso di 4500 persone in tre giorni. A livello turistico, dai dati alberghieri, più di 2300 persone hanno soggiornato nelle strutture ricettive di Rimini e anche della repubblica di San Marino. La manifestazione sta notevolmente crescendo e si sta innalzando come una fra le manifestazioni europee più importanti per il genere di musica proposto.

L’assessore Mancinelli ha detto che la competenza per il Moonlight non è la sua (forse non la reputa culturalmente accettabile), ma del turismo. Peccato che pochi giorni prima del possibile accordo tra il Comune di Fano e gli organizzatori del Moonlight se ne sia uscito sulla stampa con frasi strampalate (con una retromarcia arruffata) accusando gli organizzatori stessi di essere ex drogati (quando in realtà non lo sono mai stati) e per questo pericolosi untori di cattiva cultura. Peccato che abbia fatto spendere 35 mila euro per una manifestazione estiva che aveva tutto il sapore di “sagra di paese” e non abbia colto il valore culturale di una manifestazione come quella del Moonlight festival. Ma allora la cultura a Fano è solo quella che piace a Mancinelli? Non è bene, invece, che l’assessorato al turismo e quello alla cultura stiano a braccetto e non viaggino su binari isolati? L’assessore ci ha detto che l’esperienza della lunga estate degli anni ’60 continuerà. Sarebbe accettabile solo se si elevasse il livello dei gruppi e si desse più programmaticità al progetto. Ma noi a Fano siamo abituati a organizzare il tutto in pochi mesi. L’importante è partecipare, alla dura lotta che turisticamente molte città intorno a noi stanno affrontando con lungimiranza e efficienza. Poi, se non si vince, non importa. Tanto paga “Pantalone”!

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