Stop della Soprintendenza al nuovo distributore di Belgatto

Vi ricordate l’interpellanza comunale che nell’estate scorsa avevamo rivolto all’assessore Falcioni per sapere a quale punto era la realizzazione di un mega-distributore di carburanti e zona artigianale di ben 11.240 metri quadri, presso le colline di Belgatto, di fronte alle serre floreali? Bene, il Comune se ne era lavato le mani, non opponendosi a uno scempio del genere e non regolamentando lo sviluppo di distributori di carburanti nel territorio comunale. In questo modo ha, di fatto, delegato ad altre autorità l’analisi del processo, presentando, oltretutto, agli organi competenti, una relazione paesaggistica all’acqua di rose. Fortunatamente dopo questa segnalazione, un manipolo di cittadini e tecnici ha portato le proprie osservazioni alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche, che con prot. 3918 del 23.4.2010, ha emesso PARERE NEGATIVO alla realizzazione dell’impianto. In effetti, dopo il sopralluogo, gli incaricati della Soprintendenza hanno compreso la reale situazione dell’impatto della struttura su una zona che è tutelata secondo il D.lgs n.42/2004 per il suo rilevante interesse pubblico, essendo costituita da numerosi nuclei di verde e da bellezze uniche. L’impianto progettato avrebbe avuto una notevole incidenza in rapporto alle emergenze paesaggistiche presenti, creando un intervento improprio in una zona di tutela.

Un riconoscimento particolare va dato ai professionisti che volontariamente hanno redatto le osservazioni, vale a dire l’Avv.to M. Raffaela  Mazzi e il Geom. Alfredo Sadori, nonché il Sig. Soprintendente  per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche, che ha ben analizzato la configurazione strutturale che si andava creando.

Non resta che rallegrarsi di questa decisione per due motivi: la conservazione di una zona apprezzata per la bellezza e per la natura presente, la determinazione di cittadini che, non tutelati dall’amministrazione comunale, solo con le proprie forze hanno fatto valere le ragioni di un atto di civiltà e di rispetto. E questo va sempre a favore dell’interesse pubblico. Ed è a questo che si deve mirare, sempre.

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