TRE INDIZI, FANNO UNA PROVA

Anche il commissario Basettoni capirebbe facilmente che “La Tua Fano” e il sindaco stanno tenendo due piedi in due staffe sulla questione acqua pubblica. Primo indizio: Severi in consiglio comunale afferma che la cessione del 40% della gestione dell’acqua ai privati non desta preoccupazioni, essendo la maggioranza, comunque, detenuta fortemente dal pubblico. Molto preoccupante e superficiale, invece, tale dichiarazione: in tutti i comuni dove sono entrati i privati, anche con quote di minoranza, il peso di questi si fa sentire grandemente attraverso il consiglio di amministrazione guidato dalla rappresentanza privata.

Secondo indizio: dopo un mese dalla raccolta delle firme per il referendum, visto il grande successo dell’iniziativa, La Tua Fano si affretta ad aderire al comitato (dando risalto alla notizia sui mezzi di comunicazione a disposizione per annunciare, chiaramente,  di essere dalla parte dei cittadini). Mossa che aveva assunto sembianze strumentali. Ma è stata accettato ugualmente l’ingresso della lista per raggiungere l’obiettivo più importante del quorum delle firme. Il tutto condito da un prevedibile appoggio in consiglio comunale per approvare il cambiamento di Statuto Comunale. E qui casca l’asino (terzo indizio): scrivere sullo statuto che la gestione dell’acqua è un servizio pubblico, privo di rilevanza economica andrebbe contro la legge nazionale: il cambio “non s’ha da fare”! Ma come? Un’azione realizzata da decine e decine di comuni d’Italia (tra i quali Torino, Imola, Gubbio, Fabriano, ecc), da noi a Fano non si può fare? E’ questo che i cittadini chiedono all’amministrazione? Quello di tirarsi indietro in questo atto che dia un segnale politico, ideale e di civiltà forte? E’ chiaro che se la legge verrà applicata così come è stata formulata dal Governo, non ci sono dubbi che il regolamento comunale perderà la sua valenza attuativa, purtroppo. Ma  far arrivare al Governo centrale l’informazione che moltissimi comuni  hanno adottato tutte le misure possibili per affermare la gestione pubblica dell’acqua, è senza dubbio un segnale forte, una forma incisiva di massa critica. Oltretutto la proposta di delibera portata da Bene Comune e Fano a cinque stelle, avrebbe dovuto essere approvata all’unanimità, in modo che nessuno potesse strumentalizzare la votazione. Ma no. Il Sindaco ha detto che avremmo rischiato di andare contro la legge nazionale e avere dei problemi per il passaggio della gestione dell’acqua, avventurandosi in vari ricorsi. Noi diciamo, tanto meglio: un’amministrazione che lotta fino infondo per questo principio è un’amministrazione che merita la nostra fiducia.

Poi si scopre che per realizzare la parte finale dell’interquartieri il Comune è disposto a forzare il Patto di Stabilità, cioè andare contro la legge. E per l’acqua pubblica, perchè no?

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