BANCHETTI A FANO PER L’ART.138 DELLA COSTITUZIONE

138Il M5S non è contrario a ogni riforma costituzionale. Noi pensiamo che la Costituzione si debba cambiare per dare più potere ai cittadini, con l’introduzione del referendum propositivo senza quorum e dell’obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare. Sogniamo un Paese in cui il popolo comandi e il governo obbedisca.
Le riforme costituzionali che vogliono fare i partiti vanno esattamente nel senso opposto: togliere ulteriori poteri a un Parlamento già esautorato e conferirli nelle mani di pochi. Il tutto derogando all’art. 138 della Costituzione stessa, l’articolo che detta le regole per la modifica della carta costituzionale. In sostanza un Parlamento di nominati, pieno zeppo di piduisti, in tempo di crisi e sotto ricatto di Berlusconi vuole modificare la Costituzione senza nemmeno rispettare le regole! Vi sta bene? SABATO 7 SETTEMBRE a FANO, saremo presenti insieme a tutti i cittadini con i nostri banchetti, dalle 10,00 presso i Gabuccini e dalle 16,00 in Piazza XX settembre. Vi aspettiamo!

One thought on “BANCHETTI A FANO PER L’ART.138 DELLA COSTITUZIONE

  1. Diffondo l’appello che anche un comitato trasversale della provincia di Pesaro-Urbino ( di cui anche io sono firmatario) , unitosi a 5 stelle, alternativa politica e Lista civica italiana e molti altri in tutta italia….

    APPELLO A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

    Cara amica, caro amico,

    è in atto un pericoloso tentativo di cambiare la Costituzione Italiana, nello specifico l’articolo 138, messo a garanzia della Costituzione stessa che regolamenta le modalità di cambiamento della Carta: cambiato quello, sarà poi facile procedere allo smantellamento dei principi che la Costituzione stabilisce come baluardo a difesa dei diritti conquistati dal Popolo Italiano nell’immediato dopoguerra.

    Non c’è alcuna valida motivazione che giustifichi la modifica dell’art. 138: la semplificazione delle procedure per l’aggiornarnamento della Costituzione non da alcuna garanzia di migliorare quanto scritto dai Padri costituenti che avevano come fine il proteggere i Diritti di tutte e tutti.

    Inoltre questo accadrebbe in una fase storica in cui contro quei Diritti e’ in corso un attacco senza precedenti, e mentre

    sono gia’ gravemente minacciati, in nome della crisi, il contratto di lavoro e le liberta’ sindacali, la sanita’ e la scuola pubbliche, il patrimonio culturale e il territorio.

    Basti pensare alla tutela della “salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” e alla garanzia di “cure agli indigenti” stabilite dall’art. 32 o alla possibilità di accesso all’istruzione gratuita per tutti stabilita dall’articolo 34: cosa succederebbe se tali diritti fondamentali e assoluti venissero modificati solo in nome di motivazioni economiche?

    Per impedire che ciò accada occorre che ognuno di noi s’impegni nell’informarsi, nell’informare e tutti insieme si faccia pressione sui parlamentari del nostro territorio affinché s’oppongano in Parlamento questo intento inutile e pericoloso.

    Pertanto sei invitata/o a diffondere questo appello ai tuoi contatti e a partecipare alle iniziative che verranno organizzate.

    I primi firmatari:

    Fabrizio Banci, Cristian Bellucci, Ermanno Cavallini, Claudio Cerioni, Roberto Conti, Pierluigi Ferraro, Fernanda Marotti, Adriano Mei, Gabriele Occhialini, Rodolfo Santini, Simone Santini

    Il testo dell’art. 138: Sezione II – Revisione della Costituzione – Leggi costituzionali – Art. 138

    Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

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