SULLA VARIANTE DI GIMARRA UN DISASTRO ANNUNCIATO 

La Soprintendenza sancisce l’imperdonabile disastro politico e amministrativo compiuto dalla Giunta Seri sulla variante di Gimarra. Era scontato più o meno per tutti – e noi lo avevamo pubblicamente e ampiamente anticipato – che l’ente avrebbe avanzato delle prescrizioni onerose sul progetto. Ecco perché è inaccettabile la pretesa dell’Amministrazione di cadere dalle nuvole. 

L’imposizione della galleria fa schizzare i costi alle stelle rispetto all’ultimo tracciato ipotizzato. Ergo, il progetto di fatto è morto, e se da Roma non si concederà l’ennesima proroga rispetto alla scadenza del 31 dicembre per l’affidamento dei lavori, non ci sarà neppure il tempo materiale per l’unica possibilità rimasta, cioè convergere su un intervento diverso, più utile e meno impattante. 

Per oltre tre anni il Movimento 5 Stelle ci ha provato in tutti i modi a mettere in sicurezza i 20 milioni di euro e a utilizzarli per un’opera alternativa e condivisa, da ultimo la complanare sud, ma non ha ricevuto il sostegno di nessun’altra forza politica. Neppure quello della Lega, che oggi chiede le dimissioni di Fanesi senza però aver fatto nulla per evitare che questo scempio accadesse. Troppo facile salire ora sul carro del vincitore. E cosa pensare del Sindaco e della sua galassia civico-socialista, che dicono di maldigerire la variante e in consiglio non hanno mai avvallato le alternative che abbiamo messo in campo? Non hanno avuto il coraggio di far emergere con i fatti il proprio dissenso, pensando più alla tenuta della Giunta che al bene della collettività, e dovranno risponderne alla cittadinanza. 

Se ci avessero dato retta, con l’arretramento della Statale a sud non si sarebbe dovuto neppure chiedere il parere paesaggistico della Soprintendenza, perché non ci sono interferenze con zone vincolate. Il destino beffardo ha voluto che proprio i vincoli paesaggistici fossero un tema del tutto assente nello studio di fattibilità elaborato dal Comune nel 2020 (quello buono per incartare il pesce), sventolato per sostenere l’assurda falsità che non c’erano alternative alla variante di Gimarra. Eccome se c’erano! 

Se perderemo i 20 milioni di euro, i cittadini fanesi dovranno conoscere nomi e cognomi di chi ha permesso questo scandalo senza ascoltare chi li aveva messi in guardia.

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