Aguzzi e i tagli in sanità

 

Aguzzi-fanotv

Aguzzi torna sul tema sanità nella nostra provincia e, solidarizzando con le contestazioni dell’entroterra che maggiormente paga il taglio dei posti letto, mette all’indice gli esponenti provinciali del PD in regione chiedendo conto del loro scarso peso. La nostra provincia, che maggiormente contribuisce alla vittoria del centro-sinistra nella regione, risulta con evidenza la più mortificata dalle scelte che lì vengono prese in ambito sanitario. Pur avendo già un numero di posti-letto sotto la soglia ora considerata virtuosa la nostra non esce indenne dai tagli lineari che la colpiscono in maniera percentuale allo stesso modo delle altre provincie che godono di più ampie dotazioni. Aguzzi ancora una volta si loda di aver aderito all’azienda Marche Nord, adducendo erroneamente la sicura chiusura del S. Croce in un frangente come l’attuale, quando semmai si sarebbe trattato di una riclassificazione, omettendo anche, chissà perchè, che la stessa sorte sarebbe toccata allora a Pesaro con un bacino di utenza equipollente al nostro. Perdipiù la nostra vicina sarebbe stata – in base al decreto Balduzzi – ancor più danneggiata perdendo sicuramente lo status di azienda che l’integrazione con Fano (grazie ad Aguzzi) gli ha permesso di conservare.

Il nostro amato sindaco non comprende e non dice che i tagli dei posti letto nel nostro entroterra andrebbero proprio addebitati al progetto di unico ospedale per la provincia, così come la giunta Spacca prevederebbe anche per le altre. La nostra, proprio perchè zoccolo duro del dominio PD, è destinata a far da pilota. Quindi è solo lo stravolgimento di quel progetto, dei 5 ospedali provinciali a far da satelliti a quello regionale di Torrette che metterebbe a riparo la presenza degli utili presidi per il nostro entroterra. L’alternativa c’è e ce la insegna la Romagna, che tanti nostri malati accoglie, ed è una nuova organizzazione a rete che dando a ciascun attuale nosocomio un ruolo utile e unendo invece quei servizi di retrolinea facesse risparmiare risorse pur lasciando i servizi diretti al cittadino vicino alla sua dimora.

4 thoughts on “Aguzzi e i tagli in sanità

  1. Ancora non si intravedono costi e benefici di un ospedale unico.Perche’non c’e’una pubblicizzazione adeguata di queste informazioni????Perche’si parla solo sulla rete ma nessuno si muove per una capillare campagna di informazione circoscrizione per circoscrizione ????Perche’ nessuno propone un referendum sull’iniziativa dell’ospedale unico ????Quali sono gli interessi lobbistici in gioco ???Ci aspettiamo chiarezza nelle decisioni da ogni parte provengano e partecipazione diretta a queste decisioni che ci coinvolgono direttamente.

  2. Ieri sera 18/04 si è tenuto presso il Palasport di Saltara il primo Consiglio Comunale Allargato ad altri comuni limitrofi per discutere e promuovere mozione al fine di fermare il decreto legge che porterà alla chiusura e/o riduzione delle funzionalità del polo sanitario di Fossombrone (Ospedale).
    Erano presenti i Sindaci, Vice Sindaci, Consiglieri, Comitati e Movimenti e numerosi cittadini provenienti da tutta la vallata del Metauro.
    Hanno preso la parola i Sindaci delle maggiori cittadine con priorità speciale alla giunta di Fossombrone che inevitabilmente può sviscerare il problema dal suo interno visto che il provvedimento e’ sicuramente nato coinvolgendo almeno le Autorità locali.
    Dopo l’Intervento del Sindaco e Vice Sindaco ha avuto diritto di replica il consigliere Comunale di Minoranza che non ha mancato di sottolineare responsabilità gravi di tutta la Giunta Comunale di Fossombrone che ha omesso (a suo dire) di ascoltare le interpellanze della minoranza l’anno precedente quando il problema era emerso.
    Di ottime fatture gli interventi del Sindaco di Calcinelli e Cartoceto in quanto Medici entrambi e quindi competenti in materia.
    Incisivo e determinato invece l’intervento del Consigliere Provinciale Vladimiro Perlini che non ha mancato di sottolineare l’intento non proprio simbolico di dimissioni in massa nel caso la Regione non ascolti gli appelli della comunità intera della Vallata.
    Appropriato a questo proposito l’intervento di un cittadino a fine consiglio che chiedeva il motivo per cui la “minaccia” di dimissioni di tutti i Sindaci da fare alla Regione e tanto declamata dal Sindaco di Calcinelli non sia stata messa a verbale e compresa nella mozione.
    Tirando le somme posso dire di aver avuto ottima impressione da un incontro che coinvolge tutte le parti sociali ma non si può fare a meno di notare l’incongruenza dei commenti fatti dai Sindaci durante gli interventi e la mancata tempestiva opposizione ferma e decisa assolutamente disattesa in fase di trattativa formale con gli esponenti della Regione.
    Credo infatti che le battaglie per la salvaguardia dei servizi al cittadino vadano combattute tempestivamente e quindi in maniera più efficace in fase di proposta preliminare agli enti territoriali stessi.
    Coordinare movimenti e comitati contro un provvedimento già preso mi sembra un correttivo di emergenza che assume le forme più di ribellione che non di mozione costruttiva, sempre sul filo del rasoio per quanto riguarda le tempistiche delle decisioni da intraprendere.
    Concludendo direi che anche se apparentemente nei piccoli comuni la vecchia politica partitica sembra non arrivare, ci troviamo invece a subire la mentalità ed il modus operandi dei loro “fratelli maggiori” seduti in Parlamento e Senato che predicano bene e immancabilmente razzolano malissimo…
    Walter Caporelli

  3. quando i galli sono tanti a cantare difficilmente fanno un coro unanime.Ognuno canta con la sua tonalita’difendendo i suoi interessi personali o quando va bene quelli dei suoi amici.Una visione ampia dei problemi a favore della cittadinanza passa anche per un accorpamento degli enti locali della vallata in un unico ente forte e determinato a farsi ascoltare. Fin quando si va avanti come cani sciolti non otterremo mai niente.

  4. anche se con una decina di giorni di ritardo vorrei dire a Walter Caporelli che concordo con lui nel definire incongruenti i commenti dei sindaci e nel ritenere necessaria la tempestività di intervento quando si discutono i decreti attuativi di una legge.
    Come osserva giustamente Caporelli, gli interventi che seguono a distanza di mesi o persino anni hanno il sapore della ribellione da parte dei cittadini (tanto distratti anche quando si parla dei loro interessi) o di giustificazione da parte dei consiglieri tutti, che sembrano non rendersi conto del danno che arrecano alla Comunità col loro comportamento in contrasto con la delega loro conferita e da essi accettata.

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