PNRR CULTURA: BOCCIATO IL PROGETTO PER CORTE MALATESTIANA E GIARDINI LEOPARDI

La trasparenza non è mai stata il punto forte della Giunta Seri, ecco perché anche stavolta è una forza di minoranza a dover farsi carico di informare la cittadinanza su una nota dolente che riguarda i fondi PNRR della cultura. Il Comune di Fano aveva partecipato al bando sui giardini storici con un progetto, elaborato in tutta fretta a seguito di un incarico esterno costato oltre 30.000 euro, per la riqualificazione della Corte Malatestiana e dei Giardini Leopardi, per un importo richiesto di circa 1,8 milioni. L’intervento si è posizionato molto in basso nella graduatoria, alla 609ª posizione su 813, e Fano è rimasta a bocca asciutta, essendo stati finanziati solo i primi 106 classificati nella macroarea centro-nord.

Se dal PNRR cultura Pesaro si aggiudica 4,2 milioni, la nostra città deve accontentarsi invece delle briciole: 400.000 euro per l’efficientamento energetico del teatro, che sono senz’altro una buona notizia, ma che permetteranno semplicemente di passare dalla classe energetica E alla D. Ecco perché le lodi sperticate che stanno rivolgendo a se stessi alcuni esponenti dell’Amministrazione ci sembrano francamente eccessive. 

Speriamo che stavolta il Sindaco non accampi la scusa dei privilegi accordati ai capoluoghi di provincia, perché i criteri di attribuzione dei punteggi prescindevano da questo status e si basavano esclusivamente sulla qualità progettuale. 

Semplicemente ci ritroviamo un’Amministrazione molto meno capace di aggiudicarsi fondi, a causa di una drammatica assenza di programmazione (certificata anche dal collegio dei revisori dei conti), che lascia posto agli exploit improvvisati dei singoli assessori, completamente slegati da una visione complessiva, ognuno con la propria bandierina elettorale da poter sventolare. Sorvoliamo poi sui deficit strutturali nella macchina ai quali solo ora si tenta di rimediare, con un ritardo di molti anni.

Non dimentichiamo infine che né le istituzioni né la società civile fanese sono state minimamente coinvolte, al di là di qualche sporadico contatto specifico e riservato, nella scelta dei progetti da candidare ai bandi relativi al PNRR: fiumi di denaro che hanno la capacità di cambiare radicalmente il volto della nostra città, gestiti senza la minima partecipazione della cittadinanza. I risultati purtroppo sono sotto gli occhi di tutti.

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