È il momento di cambiare chi ci “rappresenta”.
In questi anni l’assessore leghista alla Sanità delle Marche, Filippo Saltamartini, è riuscito più volte a mettere in imbarazzo la nostra Regione a livello nazionale con dichiarazioni fuori luogo e offensive.
Nel 2022 arrivò a sostenere che “il grado di intelligenza dipende dal volume della testa e del cervello, che a sua volta dipende dall’organo genitale femminile dal quale si nasce”. Una frase non solo priva di fondamento scientifico, ma profondamente sessista e umiliante.
Nel 2023, durante un convegno degli infermieri ad Ancona, pronunciò un’altra frase che fece il giro delle cronache: “Quale uomo non ha mai amato un’infermiera?”. Un commento che riduce la professionalità di un’intera categoria a stereotipi sessisti.
Il livello è sceso ulteriormente quando, di fronte al dolore di una madre che aveva perso un figlio, si è permesso di dire: “io ho avuto figli normodotati e questi problemi non li ho avuti”. Un’affermazione sconcertante, che mostra totale mancanza di sensibilità e rispetto.
Tre episodi diversi, ma un unico comune denominatore: l’inadeguatezza di chi dovrebbe rappresentare la sanità marchigiana con serietà, competenza e umanità.
La nostra Regione merita un assessore che difenda la dignità delle persone, che parli con rispetto di chi ogni giorno lavora negli ospedali e nei presidi sanitari, e che lavori per rafforzare la sanità pubblica. Non qualcuno che ci espone al ridicolo e ci mette alla berlina a livello nazionale con gaffe continue e inaccettabili.
Voi siete sicuri di volere che chi si occupa di gestire l’80% del bilancio regionale abbia un profilo di questo tipo?
Io no.
