Nelle Marche 20.000 immobili destinati agli affitti brevi e oltre 11.500 beni pubblici inutilizzati. Intanto, trovare casa è sempre più difficile.
È il paradosso dell’emergenza abitativa nelle Marche: migliaia di immobili disponibili, ma sempre meno case accessibili per chi vuole vivere, lavorare o studiare nelle nostre città.
Gli affitti continuano a salire, con canoni che arrivano fino a 18 euro al metro quadrato nei capoluoghi e nelle località costiere.
A farne le spese sono giovani coppie, lavoratori, studenti fuori sede e famiglie del ceto medio. Persone che, pur avendo un reddito, faticano sempre di più a trovare un’abitazione a prezzi sostenibili.
E mentre circa 20.000 immobili sono destinati agli affitti turistici brevi, oltre 11.500 beni pubblici comunali risultano abbandonati o inutilizzati.
Possibile che non si riesca a mettere insieme questi due problemi per costruire una soluzione?
Ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere interventi concreti:
Un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, recuperando gli immobili pubblici inutilizzati.
Una mappatura delle città e delle aree dove l’emergenza abitativa è più grave.
Strumenti per consentire ai Comuni di regolamentare e limitare gli affitti brevi dove compromettono l’accesso alla casa.
Incentivi e garanzie per i proprietari che scelgono gli affitti a lungo termine.
Il turismo è una risorsa importante per le Marche, ma la sua crescita deve essere compatibile con il diritto dei residenti a vivere nelle proprie città.
Perché una città che perde i suoi abitanti rischia di perdere anche la propria identità.
La casa non può diventare un lusso riservato a pochi. Servono politiche abitative capaci di tutelare chi nelle Marche vuole costruire il proprio futuro.
Marta Ruggeri – Capogruppo M5S – Consiglio Regionale Marche
Consigliera Segretaria dell’Ufficio di Presidenza
Coordinatrice M5S – Pesaro e Urbino
