REGOLAMENTO EDILIZIO DI FANO, FERMI ALLA PREISTORIA

Proprio lunedi il presidente della Provincia Matteo Ricci intervenendo a Montefelcino al convegno sulle energie rinnovabili, ha detto ” Non c’é più tempo da perdere. Sarà obbligatorio per le nuove costruzione installare pannelli solari sul tetto se vogliamo avviare sul serio una sana politica ambientale”. Di contro è emblematica la risposta dell’assessore Falcioni alla nostra domanda “Come affrontare, tramite il Regolamento Edilizio fanese, la crisi del mattone e dare una svolta verso la bioedilizia e il risparmio energetico?”. Ecco la laconica soluzione di Falcioni “Si fa con quello che c’è già”. Vale a dire con quello che si è legiferato nel 1976. Infatti l’unica parte del nostro regolamento edilizio che potrebbe trattare di risparmio energetico e di svolta verso case sostenibili è l’art.77. Ma questo si rifà a una legge, appunto, del 30 aprile 1976 e a successive leggi. Il problema è che le “successive leggi” non sono state recepite. A quali ci riferiamo? Ad esempio a quelle per il risparmio, confort e uso di energie alternative che ben 557 Comuni in Italia hanno inserito all’interno del proprio regolamento edilizio. Tra cui Pesaro, con deliberazione 09/07/2007 Art. 93 bis “Ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista l’installazione dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica per gli edifici di nuova costruzione, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per ciascuna unità abitativa”. E con deliberazione n.98 del 30/06/2008 “Regolamento di attuazione relativo all’utilizzo delle tecniche di Bioarchitettura” grazie anche all’aiuto di vari incentivi.

L’unica modifica fanese risale al novembre 2009 per il cosiddetto “Piano Casa”. Ma, anche qui, invece di inserire innovazioni strutturali, si è addirittura preferito fare deroghe per abitazioni situate in zone rurali. Intanto la Regione Marche ha proposto, nel caso di demolizione con ricostruzione e ampliamento volumetrico fino al 35% degli edifici, uno strumento tecnico per misurare il livello di prestazione energetica ed ambientale, denominato “Itaca sintentico”. Vale a dire 15 criteri di valutazione per entrare nelle categorie finali che variano da un punteggio di -1 a +5 (in ordine crescente per quanto riguarda le prestazioni di risparmio energetico e confort). Si offre l’ampliamento volumetrico in relazione la punteggio ottenuto: fino al 25 % con punteggio di 1,5; ampliamento del 35% con punteggio di 2,5. Questi criteri sono già presenti nel piano casa in Piemonte, Veneto, Puglia, Valle d’Aosta, Lazio, Umbria e Basilicata.

Vorremmo ricordare che questa innovazione nel campo edilizio non può che portare benefici in campo ambientale (risparmio e rispetto ecologico), economico (edifici all’avanguardia e con livello ottimale sul mercato) e occupazionale (nuove maestranze più qualificate e professionalità specifiche e richieste dal mercato). Cosa aspettiamo allora? Fano può e deve cambiare

2 thoughts on “REGOLAMENTO EDILIZIO DI FANO, FERMI ALLA PREISTORIA

  1. Proprio ieri passando di fronte alla nuova stazione delle corriere di Fano ho notato 3 cose
    1 – La lunga pensilina in metallo che è stata appena costruita è TOTALMENTE SPROVVISTA di pannelli foto voltaici.
    2 – nella notte vi sono una quantità notevole di luci accesi, orientate orizzontalmente (anzichè essere diretet verso il basso per evitare inquinamento luminoso) e non so bene quanto risparmiose in termini di consumi.
    3 – l’originalità della rotatoria che permette di prendere 3 direzioni ma non consente di entrare nel parcheggio a chi proviene da nord. Per entrare nel parcheggio di carico e scarico (il più usato) occorre superare la rotatoria e attraversare la statale .

    Magari è una mia interpretazione del traffico ma se la circolazione all’interno del parcheggio di carico e scarico fosse ribaltata, l’ingresso avverrebbe dopo la rotatoria e l’uscita nel tratto di strada precedente quindi non ci sarebbe + l’attraversamento della statale.

    Scusate se mi sono allargato ad altri argomenti ma proprio la nuova stazione delle corriere è UN PESSIMO esempio di risparmio energitico e altro.

    Per quanto concerne tale proposta è troppo generica per essere definità accettabile, certo che le norme di 20 o 30 anni fa necessitano di revisione ma OBBLIGARE ad installare pannelli in ogni nuova cosa mi sembra eccessivo, non è chiara questa politica dell’energia, i pannelli costano pochissimo ma la loro installazione è costosissima , con la scusa degli eco incentivi chi guadagna sono solo i commercianti di pannelli che a volte non fanno neanche la fatica di montarli ma li comprano in Cina e li rivendono con ricarichi del 200%. Attenzione a cavalcare le mode.

  2. Caro Claudio, purtroppo predichiamo nel deserto, forse non lo avrai letto o meglio non tutti i presenti alla nostra conferenza stampa sul fotovoltaico e sui led (la trovi nella sezione file) lo hanno pubblicato, ma lo abbiamo fatto notare per l’ennesima volta, quello del nodo si scambio era un progetto vecchio che non prevedeva alcuna soluzione moderna, le luci da informazione che abbiamo avuto dovrebbero essere lampade a risparmio energetico di vecchia concezione, sicuramente se fossero state installate lampade a LED e fossero stati installati dei pannelli fotovoltaici oltre a non spendere nulla di energia elettrica sicuramente si sarebbe potuto guadagnare anche qualcosa con gli incentivi.

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